Category Archives: Germania

Pillole di verità dal mainstream

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…..Come abbiamo fatto notare più volte, le analisi che l’area antieuro  proponeva anni fa sono ormai diventate mainstream. Un esempio è questo articolo sul Corriere…..

Dal sempre sintetico ma ottimo blog www.badiale-tringali.it > Come abbiamo fatto notare più volte, le analisi che l’area antieuro  proponeva anni fa sono ormai diventate mainstream. Un esempio è questo articolo sul Corriere, di Federico Fubini:

http://www.corriere.it/cultura/16_settembre_25/surplus-commerciale-tedesco-ea7b56b6-8286-11e6-8b8a-358967193929.shtml

Il passaggio più interessante è quello in cui Fubini dice che l’euro è una moneta sottovalutata per la Germania e sopravvalutata per Italia e Francia, ma aggiunge che “la soluzione non può essere la rottura dell’euro”. E allora quale mai sarà la soluzione? Fubini non lo dice, perché ovviamente non c’è nessun’altra soluzione, almeno nessuna politicamente praticabile nelle condizioni date.

Intanto, in attesa che qualcuno trovi la soluzione alternativa che Fubini non sa indicare, la situazione continua a peggiorare:

http://www.corriere.it/economia/16_settembre_24/crescita-dimezzata-vincoli-ue-337a00b4-8297-11e6-8b8a-358967193929.shtml

Si sta preparando una tempesta

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…..I tassi bassi sono un argomento particolarmente sensibile in Germania, perché sono visti come un’erosione dei risparmi di milioni di persone che hanno messo da parte il denaro nelle banche in vista della propria pensione…

Su Reuters una fotografia dei timori tedeschi sull’euro zona, adesso che il corridoio balcanico è chiuso e l’ondata di migranti verso il paese teutonico è in forte diminuzione. Incalzati dalla repentina vittoria di Alternativa per la Germania che ha sfruttato il malcontento per la politica dell’accoglienza nelle ultime elezioni regionali, la Merkel e Schauble stanno spostando il dibattito sulla politica monetaria della BCE che minaccia i risparmiatori tedeschi e sul sud Europa che non vuole proseguire con l’austerità. “A causa loro ci sarà una nuova crisi e l’euro andrà in pezzi”, avvertono (o preparano?) il pubblico tedesco. Pare avverarsi la previsione del prof. Bagnai: i politici del nord Europa daranno la colpa del fallimento dell’euro ai paesi del Sud (e viceversa), aggiungendo risentimento e risentimento.

Dalla scorsa estate, l’afflusso di centinaia di migliaia di profughi dal Medio Oriente lacerato dalla guerra ha messo in ombra tutto il resto, dominando il dibattito politico a Berlino e le prime pagine dei giornali tedeschi.

Ma nelle ultime settimane c’è stato un cambiamento. Con l’ondata dei migranti in ingresso che sta rallentando fino a diventare uno sgocciolio, è tornata l’angoscia per l’unione monetaria in sofferenza da lungo tempo – ed è tornata con violenza.

“Si sta preparando una tempesta”, ha avvertito questa settimana un editoriale del quotidiano di sinistra Sueddeutsche Zeitung. “A volte il destino di un popolo è deciso nei momenti meno drammatici. Questo è ciò che sta accadendo adesso all’unione monetaria europea.”

La rinnovata attenzione per la zona euro è legata ad una serie di sviluppi distinti ma interconnessi che hanno approfondito il senso di ansia nel sistema politico e mediatico della Germania. Questi sviluppi includono l’abbandono dell’austerità in Europa meridionale, le politiche di allentamento monetario della Banca Centrale Europea e le recenti modifiche al panorama politico tedesco.

Un mese fa, Alternativa per la Germania (AfD), un partito populista di destra che aveva inveito contro la politica della porta aperta ai profughi della Cancelliere Angela Merkel, è repentinamente entrato in tre parlamenti statali, scioccando i partiti storici e costringendoli ad un ripensamento strategico. I conservatori della Merkel sono usciti da questa discussione convinti di dover fare tutto quanto in loro potere per allontanare il dibattito interno dai rifugiati, hanno detto alcuni funzionari a Reuters.

Da allora, i leader di partito, guidati dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, hanno intensificato i loro attacchi verbali sulle politiche a basso tasso di interesse della BCE. Il loro timore è che AfD, fondato tre anni fa come partito anti-euro, possa impadronirsi anche di questo tema nella corsa per le prossime elezioni politiche del 2017. Un leader di alto livello della coalizione ha descritto il dibattito sui tassi come “il prossimo grande argomento per AfD”.

I tassi bassi sono un argomento particolarmente sensibile in Germania, perché sono visti come un’erosione dei risparmi di milioni di persone che hanno messo da parte il denaro nelle banche in vista della propria pensione. AfD si è affrettato a scagliarsi contro il commento del presidente della Bce Mario Draghi il quale il mese scorso ha detto che l’”helicopter money” – in cui una banca centrale passa denaro direttamente ai cittadini della zona euro per sostenere l’inflazione – era un concetto “molto interessante”. [“helicopter money” è un’espressione inventata dal monetarista Milton Friedman per mascherare e distorcere le politiche keynesiane, col significato dispregiativo di “buttare i soldi dall’elicottero”] “Questo momento è un momento propizio per lamentarsi della BCE”, ha riconosciuto questa settimana un alto funzionario vicino alla Merkel.

Stanchezza da riforme

La BCE è sotto tiro per un altro motivo: l’impressione in Germania è che le sue politiche di allentamento monetario abbiano diminuito la pressione sui paesi del Sud Europa a riformare le loro economie e ridurre i livelli di debito ancora alti e i deficit. Berlino quest’anno ha osservato con orrore un paese dopo l’altro della zona euro segnalare l’abbandono del percorso di risanamento sul quale la Merkel e Schaeuble hanno insistito al culmine della crisi dell’euro.

In Portogallo, un nuovo governo socialista sostenuto in parlamento da alleati di estrema sinistra il mese scorso ha annunciato piani per alzare il salario minimo del 20 per cento, tagliare l’imposta sul valore aggiunto ai ristoranti per la bellezza di 10 punti percentuali e reintrodurre quattro giorni festivi.

I tentativi da parte del governo francese di riformare il mercato del lavoro sono addirittura in fase di stallo di fronte alle proteste. E sia l’Italia che la Spagna hanno segnalato che hanno poco interesse ad ascoltare l’Unione Europea sulla riduzione dei loro deficit.

Nel frattempo, la frustrazione tedesca per la Grecia sta ribollendo di nuovo poiché i colloqui di riforma tra Atene e i suoi creditori si stanno trascinando. Questa settimana il direttore tedesco del fondo di salvataggio della zona euro, Klaus Regling, normalmente riservato, si è lamentato che l’andamento delle riforme in Grecia è il peggiore di tutta l’Europa [cosa che sappiamo essere una falsità, come ampiamente documentato qui e qui].

I giornali tedeschi sono stati pieni di grafici che mostrano l’aumento dei livelli di debito in tutto la periferia meridionale della zona euro. La Germania e i suoi partner della zona euro dominano ancora la Grecia, che ha bisogno di fondi dal suo terzo piano di salvataggio per pagare i suoi debiti ed evitare il fallimento.

Ma Berlino inizia a rendersi conto che la sua influenza sugli altri paesi, quelli che non sono mai entrati in un piano di salvataggio o che ne sono già usciti, è limitata. Anche se è ancora forte in casa, la Merkel è uscita indebolita in Europa dalla crisi dei rifugiati. E agli occhi di molti dei suoi partner, la Germania non gode più della superiorità morale sulle questioni economiche.

Nel momento in cui la zona euro sta mettendo pressione sulla Grecia per fare risparmi sulle pensioni, la coalizione della Merkel sta considerando riforme che incanalano più soldi verso gli anziani – un’altra misura, a quanto pare, progettata per contrastare l’ascesa di AfD. Il braccio di ferro con l’Europa meridionale e con la BCE, che ha ormai poche o nessuna freccia nella faretra, va avanti.

“Se l’Europa meridionale continua così l’euro scivolerà in una nuova crisi”, avvertiva l’editoriale del Sueddeutsche. “E questa volta le casse saranno così vuote e i meccanismi di difesa così deboli che l’euro potrebbe essere completamente spazzato via.”

Reuters: “si sta preparando una tempesta” – i tedeschi preoccupati per il ritorno della crisi dell’euro

I salvataggi che non ci salveranno…

Germania deferita alla Corte Ue per i climatizzatori Daimler

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La disputa risale al 2013, quando la casa della Mercedes aveva continuato a produrre vetture con un refrigerante messo fuori norma. Berlino aveva omologato ugualmente le auto… <<<leggi>>>

Un altro colosso tedesco dell’auto finisce nel mirino internazionale, proprio mentre la Volkswagen sta cercando con fatica di uscire dal pantano del Dieselgate. La Germania dovrà rispondere davanti alla Corte di giustizia Ue dell’accusa di non aver fatto quanto necessario per impedire la vendita di veicoli che non rispondono alle norme anti-inquinamento Ue da parte della Daimler, che ha utilizzato su alcuni veicoli gas refrigeranti fuori norma.

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/12/10/news/germania_deferita_alla_corte_ue_per_i_climatizzatori_daimler-129164998/

Germania, si dimette presidente Federcalcio: “Mi assumo le mie responsabilità per scandalo Mondiali 2006”

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Il n.1 della federazione tedesca, Wolfgang Niersbach, lascia l’incarico. E’ accusato di aver elargito 6,7 milioni di euro alla Fifa per comprare i voti decisivi nel ballottaggio finale con il Sudafrica… <<<leggi>>>

http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2015/11/09/news/mondiale_2006_niersbach_si_dimette_mi_assumo_le_mie_responsabilita_-126983628/

Scandalo Volkswagen, Mueller alla guida. In Germania 2,8 milioni di veicoli truccati

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Dopo Martin Winterkorn, arriva Matthias Mueller al vertice del gruppo. Iniziano a circolare i numeri sulle auto con il software truccato a bordo. In Germania la truffa si allarga anche alle piccole cilindrate. Rifiata Bmw in Borsa, Vw di nuovo a picco… <<<leggi>>>

http://www.repubblica.it/economia/2015/09/25/news/volkswagen_scandalo_ad-123638276/

 

Scandalo dei tassi manipolati: Deutsche Bank paga una multa record da 2,5 miliardi di dollari

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Multa record per Deutsche Bank. Il gruppo finanziario tedesco si è dichiarato colpevole e ha accettato di pagare una sanzione di 2,5 miliardi di dollari alle autorità americane e britanniche per aver manipolato il Libor, il tasso interbancario di riferimento… <<<leggi>>>

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-04-23/scandalo-tassi-manipolati-deutsche-bank-paga-multa-record-141300.shtml?uuid=ABxLoDUD&refresh_ce=1

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/27/deutsche-bank-annuncia-tagli-per-35-miliardi-e-chiude-sedi-in-almeno-sette-paesi/1627207/

Volkswagen, ingegneri ammettono: “I motori erano pronti, la produzione non poteva essere interrotta”

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Dipendenti del gruppo intervistati dalla Bild rivelano che il diesel EA 189 aveva emissioni superiori alla norma ma ridurle avrebbe comportato costi aggiuntivi. A quel punto l’ex capo del dipartimento progetto e sviluppo Ulrich Hackenberg, sospeso una settimana fa, ha ordinato di installare il software truffaldino… <<<leggi>>>

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/04/caso-volkswagen-ingegneri-ammettono-i-motori-erano-pronti-la-produzione-non-poteva-essere-interrotta/2093744/?utm_source=outbrain&utm_medium=widget&utm_campaign=obinsource

 

[cit. d’altronde i tedeschi hanno sempre avuto problemi con i gas]

Grecia, Tsipras chiede risarcimenti a aziende tedesche che pagarono tangenti

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Il leader ellenico, in visita ufficiale a Berlino, presenterà ad Angela Merkel una lista di riforme che comprende anche l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni. Ma non rinuncia alle provocazioni: dopo il rimborso dei danni di guerra, ora chiede il conto ai gruppi della difesa che hanno corrotto funzionari pubblici per vendere al Paese sottomarini ed elicotteri… <<<leggi>>>

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/23/grecia-tsipras-chiede-risarcimenti-aziende-tedesche-pagarono-tangenti/1529039/

 

Confindustria: così la Germania ha abbassato il benessere nell’Eurozona

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Il Centro studi analizza come i Paesi della ‘periferia’ abbiano corretto i loro deficit nei conti con l’estero, mentre il saldo di Berlino è rimasto a un livello (7% del Pil) superiore al limite dei trattati Ue. Così si è generata una spirale di indebolimento di domanda, occupazione e redditi… <<<leggi>>>

…”per aggiustare i conti i Paesi in deficit hanno dovuto recuperare competitività di prezzo e ridimensionare gli standard di vita, generando deflazione e riduzione della domanda che non sono state compensate, come sarebbe stato logico e opportuno, da politiche espansive nei paesi in surplus, Germania anzitutto”…

http://www.repubblica.it/economia/2015/01/17/news/confindustria_cos_la_germania_ha_abbassato_il_benessere_nell_eurozona-105142327/?ref=HRLV-5

La “Corruzione Percepita” in Italia e la Rete Mondiale di Corruzione della Siemens

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Dopo la notizia sparata su tutti i giornali sul grado di corruzione del Bel Paese, che in questo sarebbe vergogna e  fanalino di coda dell’eurozona, ci sentiamo in dovere di rilanciare per carità di Patria il post di Goofynomics in cui il prof. Bagnai denuncia come questa misurazione si basi su degli indici non attendibili,  della corruzione “percepita” –  quindi  senz’altro più utili a misurare il grado di “autorazzismo” del nostro paese,  diffuso ad arte con la continua e ormai insopportabile complicità dei media. Se si vanno a guardare i dati reali, questi contrastano nettamente con la percezione comune indotta, e la palma d’oro va al merito della bionda Siemens, con la sua ragnatela di loschi affari diffusa nel mondo... <<<leggi>>>

http://www.propublica.org/special/the-world-wide-web-of-siemenss-corruption

Siemens, quella ragnatela di tangenti

La “Corruzione Percepita” in Italia e la Rete Mondiale di Corruzione della Siemens